- Possiamo ancora chiamarle fotografie?
Lushz:va in mona peev!!
- Graffiti 3D, Julian Beever
Lisa H.:OMG!!!!! What a wonderful imagination and... - Domino table by Thomas Pausz
Knoor:Wow, what a table. - GoPro, un actioncam con prestazioni da urlo!
Ale:Fantastica, la consiglio a tutti....
Parola (+pennello e Reflex) a Lisa Castellani
il 11 marzo 2010
Un ampio tavolo da lavoro, materiali di ogni genere sparsi qui e là, buona musica di sottofondo… così inizia il viaggio nell’opera di Lisa Castellani, giovane artista vicentina che racconta a noi di SUSHIT un po’ di sé e della sua esperienza artistica.
Una breve presentazione della tua formazione e del tuo lavoro?
Si può dire che abbia quella che si definisce una formazione classica: ho frequentato scuole artistiche e mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia in Pittura, ma nel corso del tempo ho ampliato sempre più i miei interessi, cercando di unire tradizione – tecnica e storica – e sperimentazione in un lavoro che fosse a tutto tondo e di costante ricerca, che mi rispecchiasse quanto ad eclettismo. Ho sempre cercato di servirmi delle tecniche per ottenere un certo risultato, non puntando alla perfezione formale, bensì al fine veicolare un preciso messaggio. La domanda a mio parere da porsi, infatti, non è “è arte o non è arte?”, ma “qual è la poetica dell’arte visiva?”.
Di cosa ti occupi più nello specifico?
Mi sono sempre dedicata in particolare alle arti visive, appunto, mescolando in una fusione di stili pittura, fotografia, arte relazionale e videoinstallazioni, anche grazie alla collaborazione con amici musicisti che mi hanno stimolata molto nell’apertura dei miei orizzonti.
C’è stato un progetto che ha contato particolarmente per te in quanto giovane artista?
Ero all’ultimo anno di Accademia quando mi è stato proposto di partecipare a un workshop che andava oltre le materie canoniche del mio corso di studi. Si trattava di un progetto di narrative art coordinato da C. Pietroiusti e R. Caldura, intitolato Riserva Artificiale, che prevedeva la creazione di un percorso sensoriale attraverso il paesaggio naturale-industriale di Porto Marghera. Non si seguiva lo schema classico di una mostra ma si proponeva un viaggio da vivere con gli occhi e la sensibilità di un artista. Il progetto ha partecipato poi alla 50ma Biennale d’Arte di Venezia, nel 2002. Posso dire che abbia costituito per me il salto fondamentale: dalla fuoriuscita dell’arte nell’area pubblica alla consapevolezza della possibilità di usare qualsiasi cosa, anche e soprattutto se stessi, per fare arte.
Una panoramica di dove e che cosa hai esposto?
Ho avuto occasione di partecipare sia a esposizioni collettive che personali, sia in spazi pubblici che in gallerie private, in Italia come pure all’estero (per esempio in Germania, in Slovenia e in Spagna). Ho esposto le mie opere non solo nell’ambito classiche mostre in galleria, ma anche in siti meno usuali come sulla riva dell’isola di Pellestrina a Venezia…
Anche le idee dei due Festival di Norimberga cui ho partecipato sono interessanti: uno, Gastspiel, prevede che ognuno degli artisti tedeschi coinvolti ospiti nel suo atelier un artista straniero ed esponga le opere (io ero ospite di Lutz Krutein); secondo, Kunstraum Weissenohe, si svolge in un birrificio legato a un antico monastero e coinvolge sia artisti tedeschi che internazionali.
A questo punto sorge spontanea una domanda: viste tutte queste tue esperienze in campo artistico, cosa ci puoi dire dei giovani talenti oggi? Che possibilità hanno secondo te di emergere e che speranze hanno per il futuro?
E’ difficile avere una visione positiva della situazione… I giovani talenti in Italia ci sono e lavorano davvero seriamente, oramai nessuno può permettersi di “improvvisarsi” artista. Purtroppo però si finisce per costituire una sorta di circuito chiuso: nell’ambiente ci si conosce, ma c’è poco scambio con l’esterno, con altri ambiti della creatività, della culura e del mercato. Gli investimenti in campo artistico sono veramente pochi, e gli “illuminati” dei nostri giorni pure. Bisogna avere fortuna e talento insieme, è come se avvenisse una “selezione naturale” propria degli anni di crisi. Sono necessari tanto entusiasmo e una buona dose di autocritica, serietà e conoscenze per incamminarsi e continuare su questa strada… Il futuro? E’ come un muro di gomma su cui continuamente si rimbalza: anche con un curriculum splendido non si innesca una catena virtuosa, ma ogni opera rimane a sé, qualsiasi iniziativa non ha seguito, i progetti vanno a costituire una costellazione che si può rimanere ad ammirare, ma non permette di spingersi più in là.
Poi, diciamolo, di arte nel mondo contemporaneo non si vive, persino a livello legale esistono carenze enormi di norme che tutelino determinate figure. In Italia, soprattutto, un artista ha come l’impressione di dover dare giustificazione di sé, come fosse un “mascalzone” che pretende di vivere senza lavorare. All’estero non è così: per esempio, se si dimostra di avere determinati requisiti e lavori alle spalle si può ottenere un finanziamento fisso che poi si integra di progetto in progetto.
Il problema è che nell’artista non si vede una risorsa e non si favorisce la ricerca, l’unica che può “salvare” l’Arte.
www.loftarte.com [ Lisa espone alla Galleria Loftarte di Valdagno -VI-]
http://blog.jpeggy.it [ Wild growing 5 di Lisa è stata selezionata tra le 52 migliori foto del 2009 da jpeggy - ricordate? di questa galleria virtuale vi abbiamo già parlato qui ]
le interviste di jpeggy [inseriamo un'altra pillola delle parole di Lisa fornendovi il link al botta e risposta liberamente ispirato al questionario di Proust propostole da jpeggy]
Trovate Lisa anche a pagina 119 del numero di marzo della rivista Arte , in un articolo su 30 artisti emergenti del Veneto. Buona lettura!
Alcune delle più recenti opere di Lisa, che negli ultimi progetti si sta concentrando sullo studio delle corrispondenze e del confronto tra l’organico, il naturale e il lavorato, l’artificiale:

Walk2 (stampa digitale e acrilico su pvc elettrostatico 2010)

Never I (stampa digitale su raso intelaiato, 6 elementi, 2009-10)

Wild growing 5 (stampa digitale su alluminio, dittico, 2009-10)

Wild growing2 (stampa digitale su alluminio, dittico, 2009-10)

Waves of me (aquilone + capelli sintetici, 2008)

Rosso (veduta dell’installazione – parziale, 2008; dal progetto Tir nan Og – terra dei giovani)


Dall’installazione interattiva Relocate: un dettaglio dei pop corn + scatole e un collage dell’allestimento e dell’inaugurazione, 2009
Video di Waves of me – first flight (2008)
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Complimenti per l'articolo, fedelissimo all'intervista (a cui ho assistito in diretta!) e ottima anche la selezione delle opere pubblicate, di cui Tir Nan Og rimane sempre la mia collezione preferita!
L'originalità dei materiali accostati, i colori accesi e la "leggerezza" dei soggetti sono tre componenti onnipresenti all'interno dei lavori di Lisa, che arricchisce sempre con una "parte" di lei: da foto dei suoi occhi a vere e proprie ciocche di capelli! Si può letteralmente dire che mette se stessa nelle cose che realizza!
grazie sarah per il tuo intervento! sono pienamente d'accordo con te rispetto all'opera di lisa, che spero di continuare a seguire sempre!
ci conosciamo e ci teniamo in contatto dal 2003 , già allora tanta ammirazione per la tua sensibilità artistica , il tuo proseguo è tenace e deciso , sono sicuro che della Lisa artista , sentiremo presto parlare dei tuoi continui successi .
un abbraccio
Sassu & GRUPPO SINESTETICO