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Occupazione creativa al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma

Occupazione creativa al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma

Quando a protestare contro indiscriminati tagli alla cultura sono giovani talenti, la protesta non può che rivelarsi anche un’arma creativa!

Ed è proprio quello che succede da ieri a Roma, dove gli studenti, col sostegno degli insegnanti, tra cui Giancarlo Giannini, e del presidente Francesco Alberoni, hanno occupato il Centro Sperimentale di Cinematografia, la più antica e importante scuola di cinema in Italia, presso la quale hanno studiato anche Elio Germano (premiato giusto qualche giorno fa al festival di Cannes ex aequo con Javier Bardem), Riccardo Scamarcio, Claudia Cardinale, Gabriele Muccino, Francesca Neri e molti altri (per non parlare, prima di loro, di Michelangelo Antonioni e Alida Valli, Marco Bellocchio e Liliana Cavani).

Contro l’inammissibile precarizzazione del settore e i tagli di fondi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e per portare sotto gli occhi di tutti la situazione in cui si trova il cinema e la cultura in Italia, i giovani del CSC hanno proposto, oltre ai classici striscioni e alle assemblee pubbliche, vere e proprie cascate di rotoli di pellicola e performances di recitazione a mo’ di scena del crimine, dove a morire è appunto l’arte italiana nelle forme che le hanno dato maggiore risonanza e prestigio internazionali.

Noi di SushIT non possiamo che partecipare al loro impegno informandovi delle loro iniziative e sostenendoli in tutto e per tutto, convinti, come loro, che la cultura non è uno spreco!

Trovate il comunicato stampa dell’occupazione su: www.cscstudents.org

2 commenti

    theministry

    Non c’è da preoccuparsi.

    La produttività del paese non risentirà del loro sciopero.
    Se ci sono dei sacrifici da fare, ne faranno anche loro.

    the ministry

    caro “the ministry”,
    non conosco le ragioni del tuo cinismo,
    ma ci terrei a farti sapere che
    - abbiamo dato la notizia perché crediamo meriti di avere risonanza, a prescindere dai suoi eventuali risultati
    - certo, se sarà necessario, anche loro faranno dei sacrifici, come molti altri ne hanno fatto finora e continuano a farne, ma non significa che ciò si debba accettare senza far sentire la propria voce, o almeno tentare di farlo
    - “produttività” o meno, certamente, come hanno ribadito i ragazzi del CSC, il cinema costituisce anche un settore dell’industria italiana, ma siamo pur sempre di fronte ad ARTE E CULTURA, oltre che a FORMAZIONE, ed è questo che ci preme di più proteggere, nonostante e anzi soprattutto perché sono quelle che per prime rischiano di essere messe da parte nei momenti di crisi.
    Sia chiaro, ben vengano le discussioni! Ma le frecciatine risultano un po’ sterili, in questi casi… meglio le proposte concrete!